sabato 23 settembre 2017

E-rumours: Red Kamala e le norme che regolano le erbe tintorie.

Mi sarebbe piaciuto veder crescere il sito nononsensecosmethic con una impostazione collaborativa, modello Wikipedia. Quando trovo on-line qualche articolo ben fatto ed interessante, preferisco riportarlo integralmente, piuttosto che semplicemente citarlo o linkarlo.
Contattato da Sara Turriziani per discutere dell’etichettatura di un prodotto mi è stata evidenziata una indagine molto interessante ed in un ambito di argomenti che spesso tratto su nononsensecosmethic, di cui Sara sta per pubblicare una terza puntata.

Red Kemala, un colorante dall’estremo oriente

pubblicato da Sara Turriziani su Scientificast il 24 Ago, 2017
Chi mi conosce bene sa che ho un rapporto particolare con le erbe tintorie, nato inizialmente per curiosità nei confronti dell’henné o Lawsonia Inermis, un arbusto spinoso, coltivato in India, Nord Africa e Medioriente, dalle cui foglie essiccate si ricava una polvere generalmente di colore verdastro, che opportunamente trattata dona ai capelli un colore rosso. Per ottenere altre sfumature di colore, si possono preparare miscele in cui, oltre l’henné, sono presenti altre erbe dal potere tintorio. Per rafforzare il colore rosso e ottenere una tonalità più fredda, per esempio, si usano la Robbia, l’Ibisco e la Red Kamala, ultima arrivata sul mercato italiano. La Red Kamala o Mallotus Philippensis è una pianta delle Euphorbiaceae, che cresce in prevalenza nel Sud Est Asiatico. Viene chiamata Red Kamala in virtù della capsula rossa dei suoi frutti, sulla cui superficie sono presenti delle glandule rotondeggianti: queste, una volta rimosse e ridotte in polvere, sono impiegate da secoli dalle popolazioni locali come colorante per tingere tessuti e nella preparazione di sciroppi. Il frutto veniva anche utilizzato come rimedio tradizionale per le infezioni da verme solitario e altri parassiti ed è documentato l’impiego della polvere come antielmintico negli allevamenti di pollame in India. L’azione colorante della polvere è dovuta principalmente alla presenza di un composto, chiamato rottlerin o rottlerina (C30H28O8), che ha suscitato l’interesse dei ricercatori per via di alcune sue proprietà farmacologiche.

La struttura chimica del rottlerin o rottlerina. Credits: Wikipedia
Questa pianta ha cominciato a diventare popolare qualche anno fa tra le appassionate di tinture a base di erbe per capelli e altri prodotti definiti di cosmesi “naturale”. Prima disponibile solo in Francia, poi anche in Italia, la Red Kamala viene venduta principalmente come “prodotto 100% naturale” per tingere i capelli. I venditori, purtroppo, tendono a rendere la parola “naturale” sinonimo della parola “innocuo”. Ciò non è affatto vero. Naturale non è sinonimo di innocuo! Inoltre, le sostanze estratte potrebbero comunque dare reazioni allergiche in soggetti predisposti. Infatti, anche per la polvere di Red Kamala sono stati riportati in letteratura alcuni casi di rinite e asma allergica. La propaganda del prodotto “naturale” è sfruttata abilmente dai rivenditori come strategia di marketing, perché evoca nel consumatore l’idea del prodotto “sicuro”, in armonia con l’ambiente, e va a fare leva su quella fascia della popolazione che ha “paura della chimica”. Certe piante sembrano essere in grado di curare tutti i mali, a giudicare da come vengono pubblicizzate; purtroppo, sebbene non sempre queste affermazioni corrispondano al vero, verificare le varie affermazioni non è semplice, poiché per questi prodotti non viene fornita una scheda dettagliata riguardante i componenti e i rischi associati. Spetta al consumatore cercare informazioni attendibili al riguardo, dunque servono tempo e pazienza. Molti consumatori preferiscono fidarsi ciecamente dei venditori, che fanno leva anche sul possesso di certificazioni per attestare la sicurezza dei loro prodotti, in particolare circa l’assenza di contaminazioni. Infine, spesso mancano indicazioni sul loro corretto impiego, per esempio con che frequenza e in che dosi si possono utilizzare. Sono pochi, infatti, i rivenditori veramente trasparenti che pubblicano, per esempio, i risultati di analisi in grado di stabilire la tollerabilità cutanea (Patch Test), le caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche dei singoli elementi e dei prodotti nel loro insieme e il loro grado di conservazione nel tempo (Challenge Test, In Use Test). Fare analisi delle materie prime, però è abbastanza costoso dato che andrebbero fatte a campione e su ogni spedizione per avere davvero delle certezze, per cui esistono rivenditori che preferiscono adottare un approccio diverso e decidono, invece, di seguire tutta la filiera produttiva, verificando con visite in loco sia le coltivazioni che le procedure di essiccazione e macinazione delle erbe tintorie. Ma la maggior parte dei venditori, purtroppo, si basa sulle certificazioni ricevute dai produttori stessi, senza effettuare verifiche aggiuntive. Complice di questo è anche il fatto che molte di queste sostanze vengono prodotte in zone esotiche del pianeta dove le regole di buona produzione e i controlli da parte delle istituzioni possono essere anche piuttosto carenti. In passato ci sono stati casi, riportati dal sistema di allerta europeo, in cui è stato riscontrato un livello di contaminazione batterica elevato in alcune miscele di erbe tintorie, cosa che ha portato al loro immediato ritiro dal mercato. Il punto cruciale, però, non è quello di volere un prodotto ultrapuro, la presenza di contaminanti è parte integrante del concetto di prodotto “naturale”, in quanto essi possono derivare dai processi di coltivazione della pianta e di produzione del derivato vegetale. In un laboratorio, invece, il controllo dei processi di sintesi permette di produrre ingredienti con un livello di purezza estremamente elevato. Ora, sebbene non possano esistere prodotti senza impurezze, la cosa importante è che esse non pongano eventuali rischi per la salute e che il consumatore sia consapevole di ciò che sta acquistando.

I frutti dalla capsula rossa della Mallotus Philippensis o Red Kamala. Credits: Wikipedia
Infine, va considerato che è pratica diffusa tra i produttori adulterare e sostituire le polveri a base di piante, data la crescente richiesta di questi prodotti: per esempio, quella di Red Kamala è spesso adulterata con ossido di ferro, sabbia ferruginosa, e polveri di altre piante, per esempio l’annatto (Bixa orellana). Quando vidi pubblicizzata per la prima volta la polvere di Red Kamala rimasi molto stupita dal suo aspetto, soprattutto perché le varie blogger, paladine della cosmesi “naturale”, raccontavano di un incredibile potere tintorio. Potete vedere un esempio qui, il colore è così fucsia che ti tinge la retina solo a guardarlo! Ma un colore così intenso può essere derivato semplicemente dalla parte di una pianta? Recentemente i rivenditori si sono decisi a fornire una risposta a questa domanda e non avrei mai immaginato che mi sarei trovata in un labirinto di informazioni poco coerenti…

Red Kamala, lo spettro della contaminazione

pubblicato da Sara Turriziani su Scientificast il 12 Set, 2017
Come abbiamo visto nella puntata precedente, la polvere di Red Kamala è un derivato vegetale venduto in Italia per tingere i capelli di rosso ed eravamo rimasti con un dubbio riguardo al suo colore fucsia così intenso: davvero deriva semplicemente da una pianta? Pare proprio di no, e lo scandalo, come spesso accade ultimamente, scoppia su Facebook, sulla pagina di un’azienda sarda, Le Erbe di Janas, specializzata nella vendita di erbe tintorie e altre materie prime di origine vegetale e minerale. Questo rivenditore scrive un lungo post in cui racconta di aver deciso di mettere in commercio con il proprio marchio la polvere di Red Kamala, ma di essere rimasto sorpreso dal colore della sostanza ricevuta: un rossiccio, molto differente dall’intenso e commercialmente appetibile fucsia. L’azienda sarda, insospettita, ha contattato un laboratorio di analisi esterno per una verifica. Le analisi sono state però svolte sul popolare colorante fucsia e non sul prodotto rossiccio ricevuto dall’azienda sarda. Il perché di questa scelta e il come l’azienda si sia procurata il campione rimane poco chiaro. Tuttavia le analisi hanno certificato che la polvere fucsia altro non era che amido di mais e colorante azoico rosso. I coloranti azoici sono prodotti di sintesi a partire da composti aromatici, derivano dall’azobenzene, quindi non possono essere considerati prodotti “naturali”. Essi costituiscono oltre il 50% di tutti i coloranti industriali e trovano ampio impiego nel settore tessile, alimentare, farmaceutico, cosmetico e nell’industria delle vernici. Il termine “azoico” deriva dalla presenza di almeno un gruppo azo (-N=N-), che funge da cromoforo, ovvero è il gruppo funzionale responsabile del colore nella struttura molecolare. Questa classe di coloranti è tra quelle utilizzate nei balsami coloranti e per la colorazione semipermanente, ossia quelle tinte riflessanti che si comprano nei supermercati o che potete fare dal parrucchiere. Non tutti i coloranti azoici, però, sono permessi dalla legislazione europea per l’impiego nei cosmetici*, alcuni infatti sono considerati potenzialmente dannosi per la salute. Com’era prevedibile, dopo il post de Le Erbe di Janas, la rabbia e la preoccupazione dei consumatori si sono riversate sui rivenditori della Red Kamala fucsia che, a quanto pare, di naturale ha ben poco. Uno su tutti, Zenstore.it, si mobilita a sua volta contattando un altro laboratorio per effettuare analisi sul prodotto in magazzino (sempre fucsia). Nell’attesa, l’azienda sarda pubblica, sempre su Facebook, il referto delle analisi commissionate, oscurando però il nome del laboratorio che le ha effettuate per motivi di privacy. Le consumatrici laureate in chimica non hanno tardato a contestare la metodologia di analisi utilizzata, ossia la FT-IR, spettroscopia infrarossa (IR) a Trasformata di Fourier, che viene considerata non adeguata, in quanto non sufficiente per determinare la composizione di un prodotto. Le Erbe di Janas, davanti a così tante critiche, si difende dicendo che il laboratorio è certificato e che loro in azienda non sono esperti di chimica. Curioso da parte di un’azienda che vende prodotti a uso cosmetico. Alcune utenti iniziano anche a fare pressione affinché siano effettuate e rese pubbliche le stesse analisi sulla polvere che l’azienda sarda ha intenzione di vendere come “vera” e “pura” Red Kamala (quella rossiccia). Si formano, pertanto, due schieramenti opposti: quello di chi vuole maggior chiarezza e chi, invece, difende a spada tratta l’azienda sarda. In realtà, quello che emerge è che finora nessuno aveva controllato nulla, ovvero che molti importatori si erano basati solo sui certificati che arrivavano dai produttori esteri. Mentre la polemica imperversa, a gettare ulteriore benzina sul fuoco ci pensano i risultati del laboratorio di analisi contattato da Zenstore.it: la ormai famigerata polvere fucsia è composta al 68% di Mallotus Philippensis (Red Kamala), 32% di talco e un colorante azoico presente nella quantità di 6 milligrammi/kg ovvero 6ppm. Questa ulteriore conferma della presenza di un colorante di sintesi in un prodotto venduto per essere totalmente naturale viene stigmatizzato da Zenstore.it che considera la percentuale irrisoria e non sufficiente a fornire potere tintorio alla polvere; in realtà, alcuni coloranti azoici sono estremamente efficienti, nel senso che basta meno di 1ppm, ossia una quantità davvero minuscola, per colorare l’acqua! Ma soprattutto, la determinazione esatta del tipo di colorante è importante per la tutela del consumatore, che deve essere sicuro di non utilizzare prodotti potenzialmente nocivi per la salute.

Analisi pubblicate sulla pagina Facebook di Zenstore.it
Nel post di Zenstore.it, il nome del laboratorio compare in chiaro ed è visibile la firma del responsabile che certifica le analisi, che però sono descritte solo come (sigh) “metodiche ufficiali”; successivamente, Zenstore.it spiega che il laboratorio di analisi da loro contattato ha usato per la determinazione dei coloranti la cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC) e per il resto dei parametri la gascromatografia di massa (GC-MS). L’uso di queste strumentazioni rassicura le utenti sull’adeguatezza delle analisi, ma i risultati sono profondamente diversi da quelli del laboratorio contattato dall’azienda sarda. Il dubbio si diffonde tra gli utenti perché i due laboratori hanno utilizzato strumentazioni nettamente diverse e difficilmente comparabili. Le due aziende, e le due tifoserie sui social, continuano a schernirsi, ma quello che emerge sempre più chiaramente è che la composizione della polvere fucsia non sia quella dichiarata dal fornitore indiano. Zenstore.it continua a vendere la Red Kamala fucsia, considerato il risultato delle analisi e la presenza di elementi “innocui”. Il prodotto è, infatti, ancora acquistabile sul loro sito, con una nuova etichetta applicata sulla confezione, che riporta la composizione determinata dal laboratorio di analisi ma continua a essere pubblicizzato come prodotto “100% naturale”**. Inoltre, l’azienda sarda, pur invocando per prima trasparenza, finora non ha pubblicato nessun tipo di analisi sulla propria Red Kamala rossiccia, annunciando però di voler avviare una collaborazione con un’università sarda per analizzare e certificare tutti i propri prodotti. Restano, però, in questa vicenda tutta una serie di domande a cui è doveroso dare una risposta: si può stabilire chi abbia ragione in realtà? Cosa c’è davvero nella polvere di Red Kamala sotto inchiesta? È corretto poi continuare a venderla? Si tratta veramente di un prodotto con elementi “innocui”? 6ppm di colorante azoico sono davvero “ininfluenti”? Nella prossima puntata i nostri chimici commenteranno i risultati delle analisi… Note: *In Europa, i coloranti permessi nei cosmetici sono elencati nell’allegato IV del regolamento 1223/2009, che stabilisce anche le condizioni di utilizzo, ossia la concentrazione massima ammessa nel prodotto finale, i requisiti relativi alla purezza della sostanza colorante stessa e in quali prodotti può essere inserita, per esempio se può venire o no a contatto con le mucose. ** La questione sull’utilizzo appropriato del termine “naturale” è controversa e da molto dibattuta. Bibliografia: http://www.lincei.it/pubblicazioni/rendicontiFMN/rol/pdf/S5V2T1A1893P571_576.pdf http://www.torrinomedica.it/parafarmaci/sostanze/kamala.asp Anderson, Thomas (1855). “On the Colouring matter of the Rottlera tinctoria”. The Edinburgh New Philosophical Journal. 1: 296–301 https://ec.europa.eu/consumers/consumers_safety/safety_products/rapex/alerts/?event=main.weeklyReport.Print&web_report_id=880&Category=Cosmetics http://www.uniroma2.it/didattica/MA2/deposito/spettroscopia_infrarossa.pdf http://www.chimica.unipd.it/andrea.tapparo/pubblica/Lez_REACH_3.pdf http://www.mpstrumenti.eu/wp-content/uploads/2016/02/spillato_terzi_ridpdf.pdf Industrial Dyes: Chemistry, Properties, Applications, a cura di Klaus Hunger, Wiley, 2003, ISBN: 978-3-527-30426-4 https://ilblogdellasci.wordpress.com/tag/coloranti-azoici/

Alcune considerazioni personali

(Rodolfo Baraldini)
Il web è incredibile. Basta che qualche blogger con un certo seguito ( li chiamano influencer ) dica che la merda di cammello spalmata sui capelli li nutre e li fa crescere sani che tra i miliardi di utenti sicuramente c’è qualcuno che si mette a comprare ed utilizzare merda di cammello. Se sono maggiorenni e capaci di intendere e volere, per me , non c’è proprio nessun problema, sono un evoluzionista convinto e credo che comunque la selezione della specie prevarrà. Per fortuna poi, sempre più siti on line fanno debunking e cercano di demistificare le assurdità più pericolose o per lo meno di mettere in guardia ed insinuare il dubbio nel mare di bufale che circola. L’inchiesta di Sara, focalizzata su un erba tintoria, sfiora gli argomenti che avevo toccato in passato parlando di henna, hennè, lawsonia, indigo ecc. Della Mallotus Philippensis, alias Kamala, prima di leggere i pezzi di Sara, io non sapevo proprio nulla. Da quel che so e dal poco che ho trovato: Il prodotto oggetto della indagine di Sara, non è conforme alle norme del cosmetico. 1° perché l’estratto di Mallotus Philippines non è tra i coloranti autorizzati dal regolamento europeo, che esclude esplicitamente che si possano utilizzare coloranti non autorizzati. Da notare che il Kamala non è un colorante per capelli neppure nelle norme che regolano il cosmetico negli USA ( dove al contrario è autorizzato l’estratto di Lawsonia – Hennè ) e, udite udite ! neppure tra i coloranti per capelli ammessi nei cosmetici in INDIA. 2° Anche l’etichettatura che ho potuto vedere non risponde alle specifiche di etichettatura di un cosmetico. È improbabile che un prodotto del genere sia stato preventivamente registrato come cosmetico presso il nostro ministero della salute e sospetto che sia venduto ambiguamente come preparazione erboristica quindi con norme molto diverse da quelle che regolano il cosmetico. Non ho idea di che dossier di sicurezza possano aver redatto. Il problema: che una preparazione erboristica sia in realtà destinata ad essere utilizzata come una tintura per capelli, quindi come un cosmetico, rientra in quelle problematiche di interpretazione delle norme per i cosiddetti prodotti border-line, dove fino a quando un giudice o una autorità non sentenzia/stabilisce che questo prodotto è un cosmetico e deve sottostare alle norme che regolano il cosmetico (tra le migliori per la tutela della salute del consumatore) ognuno, purtroppo , sembra poter fare quello che gli pare. In Italia sia leggi che giurisprudenza hanno già affrontato la eventuale sovrapposizione/confusione tra prodotti erboristici e farmaci (preparazioni magistrali o officinali) o integratori alimentari/salutistici, ma per dirimere la eventuale confusione tra un prodotto erboristico ed un cosmetico non mi risulta che ci sia nulla. 3° dichiarare la presenza di tracce di coloranti sintetici è un ulteriore elemento di confusione. C’è una bella differenza tra tracce intese come impurità non eliminabili ( ammesse dalla norma del cosmetico purché non compromettano la salute del consumatore ) e tracce, cioè piccole quantità, frutto di sofisticazione. Dagli articoli di Sara emergono perplessità sulle procedure analitiche con cui viene verificata la purezza e conformità delle materie prime acquistate. Con tutti i programmi televisivi ( CSI, Airport security ecc.. ) ci si immagina che oggi esistano apparecchiature e procedure con cui si prende una polverina, la si mette in una macchina e questa ti dice in pochi secondi che cosa è, cosa contiene ecc. ecc. Non è così. L’analitica per identificare la natura e composizione di una polvere risultato di un estratto botanico è estremamente complessa e dà risultati poco accurati. In questo caso poi non è per nulla chiaro quale è il campione di riferimento con cui si può confrontare il prodotto. Mi spiego: l’estratto di Mallotus Philippensis al di là di tutte le possibili variazioni dovute al chemiotipo, varietà, condizioni ambientali della crescita, condizioni della raccolta, processo di estrazione ecc.. ha differenze enormi a seconda delle parti della pianta da cui viene estratto. L’industria cosmetica conosce un estratto da frutti ed un estratto da corteccia, ma nessuno ha registrato tra gli INCI una polvere di semi di Mallotus Philippensis (?) come quella che il fornitore indiano (Yogi GloBal) sembrerebbe offrire. In letteratura l’estratto da semi sarebbe caratterizzato dalla presenza di cardenolidi, le “tossine” anti parassita intestinale (antielmintico), per cui questo estratto sarebbe venduto in India.

Frutti ricoperti dai granuli rossi (Kamala)
L’estratto di Kamala utilizzato in India per la tintura di lana e seta ( non ho trovato paper scientifici dove si parli di un utilizzo come tintura per capelli ) deriverebbe dalla pelosità glandulare , dei piccoli granuli, che riveste i frutti; non dai semi. Questi granuli, hanno proprio l’aspetto di una polvere rossa, che viene facilmente rimossa dal frutto sfregandolo. È questa polvere che contiene rottlerina (con un rosso più salmone che ciliegia presente anche al 11%) e suoi derivati ( calconi ), anche loro “tossine” anti vermi intestinali. Un pigmento rosso può anche essere estratto dalla radice, ma non ho trovato sufficienti informazioni in merito. Insomma, concludendo: mica è chiaro che cosa si stanno applicando sui capelli le amanti delle erbe tintorie che hanno comprato il cosiddetto RED KAMALA.

Rodolfo Baraldini

Riferimenti:
Mallotus philippinensis Muell. Arg (Euphorbiaceae): Ethnopharmacology and Phytochemistry Review
Brevetto per estrarre un pigmento più idrosolubile dalla Mallotus
Norme indiane sui coloranti cosmetici: Classification of Cosmetics Raw Materials and Adjuncts, Part 1: Dyes, Colours and Pigments
A Review on Endangered plant of Mallotus philippensis (Lam. )M.Arg. Klinger JT et al. 2007.
Rottlerin causes pulmonary edema in vivo: a possible role for PKCdelta. J. Appl. Physiol. 103(6), 2084-2094
Thakur S.C.et al. 2005. An etheral extract of Kamala (Mallotus phillipinensis (Moll. Arg.)Lam.) induce adverse effects on reproductive parameters of female rats. Reprod Tox 20, 149-156.
Kamala (Mallotus philippinensis) fruit is ineffective as an anthelminthic against gastrointestinal nematodes in goats indigenous to Balochistan, Pakistan
PROCESS OPTIMIZATION FOR EXTRACTION OF NATURAL DYE FROM M. PHILIPPINENSIS FRUITS AND ITS APPLICATION ON DIFFERENT FABRICS
Riferimenti bibliografici: colorazione capelli
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sabato 28 gennaio 2017

Myth Buster: la cavitazione

Myth Buster: la cavitazione

Myth Buster: la cavitazione

Una decina di anni fa, in Italia, era il trattamento estetico al top per la cellulite o il grasso in eccesso. Pubblicizzato dappertutto, con migliaia di apparecchiature vendute a estetiste e medici, alcune anche molto costose (sopra i 100.000€).- Cosa è?
- Cavitazione estetica
- Effetti della cavitazione sui tessuti grassi
- Conclusione

La cavitazione: cosa è?

Cavitare per estensione significa creare una cavità, un vuoto.
La cavitazione è un fenomeno che emerse nello studio della fluidodinamica in modo rilevante, con aspetti tutt’ora non perfettamente compresi.
Nell’acqua, semplificando, la cavitazione è il fenomeno che fa formare bolle di gas senza portare l’acqua stessa a temperatura di ebollizione.
Alcuni aspetti spettacolari della cavitazione
Il modello interpretativo più comune è sostanzialmente fisico, correlando il fenomeno alle variazioni di pressione in un fluido, ma esistono anche validi modelli chimici, in particolare sulle reazioni elettrolitiche, che spiegano alcuni fenomeni submolecolari di cavitazione altrimenti inspiegabili.
Anche se complessa ed in parte incompresa, la cavitazione è un fenomeno molto comune ed è la spiegazione più semplice di fenomeni che sono sotto agli occhi di tutti:
Le bolle e la conseguente scia che si forma con un elica in rapido movimento nell’acqua ma anche lo scroccare delle giunture con particolari movimenti delle articolazioni.
Se, semplificando, la cavitazione porta alla formazione di bolle nell’acqua senza che venga raggiunta la temperatura di ebollizione, è possibile classificare la cavitazione in funzione del comportamento di queste bolle.
1-la cavitazione gassosa, detta a volte anche tribonucleazione, richiede energie più basse e comporta la formazione di bolle formate prima che dal vapore dell’acqua stessa dai gas disciolti nell’acqua, in particolare l’aria. Le bolle che si formano sono tendelzialmente più stabili e possono essere la causa dell’embolia gassosa dei subacquei, ma non rilasciano forti energie di implosione, dissolvendosi lentamente.
2-la cavitazione critica, riconoscibile per il suono (crepitio) della frittura, produce bollicine che implodono con bassa energia.
3-la cavitazione incipiente, in grado di produrre bolle che quando implodono sviluppano forze dell’ordine anche di 100 kg/cm2 in grado di intaccare ed erodere le superfici d’acciaio delle turbine o delle pale di un’ elica.
3-la cavitazione supersatura (choking), dove la tensione di vapore del liquido è superiore alla pressione idrostatica. In questo caso le bolle che si formano hanno maggiori dimensioni e quando implodono possono liberare forze enormi, anche 1000kg/cm2 in grado nel tempo di erodere e distruggere le giranti di pompe o condutture ad alta pressione costruite con i materiali più resistenti.
Chi progetta eliche ad alta velocità o impianti idraulici ad alta pressione conosce bene l’energia disgregante della cavitazione e può proteggere le strutture generando la supercavitazione, dove la cavitazione produce bolle talmente grandi che queste implodono lontano dall’elica o pompa che le ha generate, limitandone i danni.
L’energia intrinseca dell’implosione delle bolle è talmente alta che può dar vita in acqua al fenomeno della sonoluminescenza, dove le bolle implodendo emettono luce.
La cavitazione prodotta dagli ultrasuoni è legata alla natura del suono che si propaga come un‘onda con una fase di compressione seguita da una fase di decompressione del mezzo.
Nella fase di decompressione, se la potenza è sufficiente (almeno 0,3 w/cm2), l’acqua nebulizza senza raggiungere la temperatura di ebollizione.
Questo effetto è riscontrabile in qualunque aerosol o nebulizzatore ad ultrasuoni.
Questo fenomeno facilmente ottenibile nell’area di contatto tra l’acqua ed il trasduttore è in realtà molto difficile da realizzare ad una certa distanza dal trasduttore (parlando di trattamenti estetici, ad una certa distanza dalla superfice della pelle dove si applica il trasduttore) e per di più in un mezzo dove l’acqua libera rappresenta solo una componente minoritaria mentre il mezzo di propagazione del suono è principalmente costituito da tessuti grassi.
La frequenza degli ultrasuoni con cui si può indurre la cavitazione in acqua è normalmente inferiore ai 100 KHz.
Il fenomeno della cavitazione indotta dagli ultrasuoni è associato a frequenze relativamente basse, l’energia liberata dall’implosione delle bolle è più alta a 25KHz che a 90KHz. È infatti necessario un maggior tempo di decopressione perché si formi la bolla e negli ultrasuoni ad alta frequenza la fase di compressione arriva troppo presto perché la bolla possa crescere.

La cavitazione estetica

L’uso estetico della cavitazione ha avuto un importante impulso con le ricerche fatte negli anni 80 per migliorare la liposuzione.
In quel caso la problematica era legata all’efficienza della suzione che richiedeva di rendere più fluidi i grassi da asportare attraverso la cannula di suzione.
Una delle prime soluzioni fu quella di far vibrare a frequenze ultrasoniche la cannula in modo che una volta inserita nelle sacche adipose riducesse per semplice diatermia (riscaldamento indotto non a contatto) la viscosità dei lipidi da asportare. Quando il calore prodotto dalla vibrazione non era sufficiente si operava infiltrando solubilizzanti nella zona da trattare.
Solo successivamente, sempre per agevolare la liposuzione, alcune ricerche concluderebbero che la fluidificazione dei grassi è possibile con l’applicazione “non invasiva” di ultrasuoni supercavitanti.
Per ottenere la cavitazione all’interno del nostro corpo è quindi necessario concentrare ultrasuoni ad alta pressione acustica in una precisa area inducendo il riscaldamento diatermico e la cavitazione distanti dalla superficie cutanea.
La concentrazione della pressione acustica necessaria si può ottenere sia focalizzando gli ultrasuoni (tecnologia che comporta alcuni rischi), sia sfruttando le interferenze additive che si formano all’interno della zona di fresnel cioè ad una distanza dalla superfice del manipolo inferiore alla lunghezza d’onda.
L’utilizzo sulle masse adipose e sulla cellulite è stato quello più pubblicizzato.
Quando nel 2011 (con 21 anni di ritardo) sono state definite per decreto legge, recentemente aggiornato, le specifiche tecniche delle apparecchiature utilizzabili dalle estetiste, migliaia di apparecchiature che vantavano di produrre la cavitazione erano già state vendute agli istituti di bellezza per trattamenti anticellulite o contro le adiposità localizzate.
Tutti quelli che parlano di ridurre l'adipe sciogliendo i grassi, poi non dicono dove vanno a finire i grassi una volta sciolti.
Il tipico claim, sfruttando, con un po’ di supercazzola pseudoscientifica, la diffusa ignoranza della complessa fisica della cavitazione, evocava il concetto di “SCIOGLIERE I GRASSI”; aggiungendo per i pochi scettici la bufala che una volta sciolti i grassi “uscivano con le urine”. Le norme hanno escluso l’utilizzo in Italia da parte di estetiste, ma non dei medici, di apparecchiature ad ultrasuoni a bassa frequenza per trattare l’adipe o la cellulite. Sono ammessi degli ablatori superficiali che operano a quelle frequenze per una sorta di peeling meccanico.
Sempre nel 2011 in Francia venne votato il decreto n. 2011-382 concernente il divieto della pratica di atti di lisi degli adipociti per estetica anche da parte di medici. Il decreto, annullato pochi mesi dopo la sua entrata in vigore, considerava che i rischi per la salute non erano commisurati ai presunti benefici estetici di questi trattamenti.
Nel mercato italiano una fitta nebbia ha avvolto le migliaia di apparecchiature già vendute agli istituti di bellezza e qualcuno, con notevole fantasia adesso distingue una cosiddetta cavitazione estetica da una cosiddetta cavitazione medica.


Effetti della cavitazione sui tessuti grassi.

Con l'animazione si possono illustrare i teorici effetti della cavitazione sui tessuti adiposi
Su cosa facciano le apparecchiature per la cavitazione alla cellulite o alle masse adipose sono state scritte molte cose. Molto convincenti alcuni film di animazione che portano a pensare che cellulite e adiposità poi si riducano o scompaiano. Ma con un film di animazione posso anche raccontare la storia di un elefantino con grandi orecchie che lo fanno volare.
Per il consumatore, che sente tante storie raccontate così bene, è difficile comprendere cosa effettivamente possono fare questi trattamenti, se comportano rischi e se vale la pena farseli fare.
Premesso che la cavitazione ultrasonica applicata sulla pelle non è mai disgiunta dall’effetto di diatermia e conseguente vasodilatazione prodotta dalla vibrazione e relativo “sfregamento” dei tessuti, a seconda delle potenze e frequenze adottate gli ultrasuoni possono svolgere nei tessuti adiposi 2 azioni fondamentali: Omogenizzazione e Lipolisi

Omogenizzazione:

Il termine omogenizzare, preso dalle tecnologie di processo del latte dove la cavitazione è stata studiata e utilizzata per omogenizzare da oltre 60 anni, si riferisce alla capacità, nel latte, di ridurre le dimensioni dei globuli di grasso. I tessuti adiposi, specialmente quelli che connotano la cellulite in fase edematosa si possono rappresentare come lobi o sacche di adipociti, dispersi in un mezzo solo parzialmente acquoso e legati da strutture fibrose che li distanziano tra loro. L’obiettivo della omogenizzazione è quello di frammentare queste sacche, riducendole di dimensioni e disperderle in modo più uniforme.
Il risultato visibile sarebbe che la superfice dell’area trattata appare più liscia ed uniforme.
Gli adipociti hanno una struttura e soprattutto una membrana cellulare molto diversa dall’interfaccia dei globuli di grasso nel latte. Il meccanismo fisico per cui la cavitazione si ipotizza che disgreghi gli adipociti è esattamente lo stesso per cui si omogenizza il latte. Il termine altisonante e medicale con cui viene chiamato il fenomeno è “lipoclasia” dal greco “klasis” = rottura.
La ipotetica disgregazione/rottura degli adipociti ipertrofici comporterebbe anche la disaggregazione delle strutture globulari (lobi composti da più adipociti) trattenute da una fitta ed inspessita rete fibre proteiche.
Lipoclasia:
Antani nonci
Supercazzola di autore, Antani con sbiguida in indice, per nonpazienti affetti da Diabete Bianco - nonciclopedia
La lipoclasia, chi ama la supercazzola può utilizzare il più altisonante “idrolipoclasia”, agirebbe prevalentemente sugli adipociti ipertrofici. Questi a causa delle dimensioni hanno una resistenza superficiale minore ed una maggiore probabilità di rottura delle membrane cellulari.
Nella trasmissione dell’onda acustica attraverso l’adipocita ed il mezzo in cui è immerso la cavitazione può innescare un processo erosivo della membrana cellulare che consente la fuoriuscita del citosol, che nell’adipocita è sostanzialmente una goccia di trigliceridi.
Una volta libere le gocce di trigliceridi, raccontano che verrebbero metabolizzate più facilmente comportando una riduzione dei tessuti adiposi nell’area trattata. Più credibile il fatto che rendendo un po’ più plastici e mobili i tessuti adiposi si potrebbe effettivamente rendere più omogenea, con un opportuna azione meccanica (massaggio) la superficie cutanea.

Lipoemulsione:


In laboratorio è molto semplice emulsionare un olio in acqua sfruttando la cavitazione
La pubblicità della cavitazione per finalità estetiche spesso parla di lipoemulsione.
Ammesso che si rompano le membrane cellulari degli adipociti e che questi rilascino il citosol, i suoi trigliceridi in un mezzo acquoso sotto effetto degli ultrasuoni possono formare una emulsione. Il fenomeno è però difficilmente osservabile in vivo prima di tutto per la carenza di acqua nei tessuti adiposi.

Lipolisi:

L'alta energia della cavitazione può effettivamente separare il glicerolo dagli acidi grassi.
Uno dei termini più utilizzati nella pubblicità di questo tipo di trattamenti è LIPOLISI. Si tratta di un termine ambiguo associato al concetto di “sciogliere i grassi” che però propriamente definisce l’idrolisi dei trigliceridi, dove si separa il glicerolo dai 3 acidi grassi che li compongono. L’alta energia della cavitazione può effettivamente separare il glicerolo dagli acidi grassi, ma sono necessarie potenze molto elevate e una quantità di acqua normalmente non presente nei tessuti adiposi.
Normalmente nel nostro corpo la lipolisi è una reazione dove intervengono degli enzimi ( soprattutto la lipasi ).

Conclusione.

I trattamenti che vantano l’azione della cavitazione sono ancora molto presenti nel mercato dell’estetica.
Sono offerti soprattutto per ridurre la cellulite o i grassi in eccesso.
Per realizzarsi la cavitazione richiede un mezzo acquoso, o con tensione di vapore analoga, che nei tessuti adiposi palesemente scarseggia.
Il razionale con cui si supporta l’efficacia di questi trattamenti è particolarmente confuso e improbabile.
Anche se i presupposti chimico/fisici sono relativamente corretti non è affatto dimostrato che in vivo all’interno del nostro corpo si produca la rottura delle membrane degli adipociti.
Se questa rottura indotta dalla cavitazione poi effettivamente ci fosse, non è chiaro come valutare il rischio che si danneggino anche altre cellule e tessuti biologici.
È anche evidente che, ammesso che ci sia, la fuoriuscita dei trigliceridi dagli adipociti danneggiati non può produrre sostanziali perdite di peso o riduzione delle masse adipose.
Non si può escludere con l’applicazione di ultrasuoni ad alta potenza e bassa frequenza una sorta di omogenizzazione e destrutturazione delle masse adipose, che opportunamente massaggiate possono mobilizzarsi e migliorare il loro aspetto.
Rodolfo Baraldini

domenica 22 gennaio 2017

Maschere viso a confronto

Maschere viso a confronto

Maschere viso a confronto


Tra le maschere, le più diffuse sul mercato sono quelle viso. L’offerta è ampia e nel canale profumeria si trovano anche molte offerte di maschere peel-off o maschere in tessuto-carta-fibra imbibita di prodotto. Queste ultime di provenienza prevalentemente asiatica non hanno ancora conquistato una quota significativa di vendite, ma di conserva al trend dei “facial” asiatici, le routine di bellezza giappnesi e coreane, stanno crescendo anche da noiDr. Organic
Herborist
Shiseido
Clarins
Collistar
Estée Lauder
Sisley
Dior
Guerlain
Anche considerando solo le maschere viso cremose, il concetto viene declinato in modo anche molto diverso tra marca e marca.
C’è chi chiama “maschera” delle “normali” emulsioni da applicare durante la notte, quelle che spesso vengono chiamate “crema notte”, è c’è chi chiama maschera prodotti da rimuovere dopo pochi minuti, alcuni con solo un blando effetto esfoliante/assorbente.
In entrambe i casi la formulazione sembra distinguersi per lo “spessore”/”corposità” del prodotto applicato, riconoscibile per la presenza nella lista ingredienti di addensanti, polveri ma anche emollienti texturizzanti.
La sensazione di “spessore” si ottiene anche, elegantemente, disperdendo nella fase emolliente lipidi solidi, in genere componenti cerose o burri.
La sensazione di freschezza che molti prodotti vantano è quasi sempre dovuta alla “banale” evaporazione dell’acqua.
La comunicazione al consumatore è particolarmente confusa (alimentando l’ambiguità del concetto di maschera) e carente. Solo raramente viene pubblicata la lista ingredienti e gli sfortunati, con rischio di reazioni allergiche, acquistando on-line possono scoprire eventuali problemi solo al ricevimento della confezione. Alcune marche non specificano chiaramente se la procedura di applicazione comporta la rimozione e risciacquo o se il prodotto può essere lasciato sulla pelle e la differenza tra una crema non-maschera ed una crema maschera si nasconde nelle oscure e nebbiose circonvoluzioni del marketing che ha deciso il posizionamento del prodotto.
In ROSSO gli argomenti o ingredienti “sconcertanti”.
Prezzi indicativi, comprensivi di sconti, rilevati on line nei siti citati come “Fonte”.
Commenti ed opinioni personali nei riquadri rosa.

Dr Organic

Manuka Honey Face Mask

Prezzo 14,95 € per 125 ml corrispondenti a 119,6 €/Kg

Fonte

Una ricca combinazione di ingredienti naturali che unisce le proprietà rigeneranti del Miele di Manuka organico con le qualità del Caolino. Questa maschera rigenerante, ha un’efficace azione di scrubbing sulla pelle, rimuovendo a fondo le cellule morte e le impurità e stimolando allo stesso tempo la circolazione dei capillari, lasciando così la pelle del viso perfettamente purificata, nutrita e completamente rinnovata.
Ingredienti: ALOE BARBADENSIS LEAF JUICE, AQUA, KAOLIN, CALCIUM CARBONATE, BUTYROSPERMUM PARKII (SHEA BUTTER), THEOBROMA CACAO (COCOA) BUTTER, GLYCERIN, ZINC OXIDE, HYDROXYETHYLCELLULOSE, HECTORITE, GLYCERYL CAPRYLATE, DECYL GLUCOSIDE, MEL (HONEY), TOCOPHEROL, HELIANTHUS ANNUUS (SUNFLOWER) SEED OIL, PARFUM, MEL (MANUKA HONEY), TRIFOLIUM PRATENSE (CLOVER) FLOWER EXTRACT, CALLUNA VULGARIS (HEATHER) FLOWER EXTRACT, SODIUM BENZOATE, POTASSIUM SORBATE, SODIUM PHYTATE, ASCORBIC ACID.
Si tratta di una emulsione con emollienti “corposi”( BUTYROSPERMUM PARKII (SHEA BUTTER), THEOBROMA CACAO (COCOA) BUTTER) e tante polveri insolubili (KAOLIN, CALCIUM CARBONATE, ZINC OXIDE, HECTORITE). Il concetto formulativo si riconduce ad un tipico fango con effetto leggermente abrasivo ed assorbente. Visti i brevi tempi di applicazione e la rimozione con risciacquo eventuali “attivi” servono più a far bella l’etichetta che la pelle. Tutto da dimostrare che il leggero scrub prodotto da un fango produca effetti superiori di quelli prodotti dallo sfregare la pelle con un pannetto.

Herborist

CC Mask Perfezionatrice di colore Color Control

Prezzo € 39 per 260g. corrispondenti a € 150 €/Kg

Fonte


Con questa CC mask, rivisitazione moderna di un rimedio di bellezza ancestrale, Herborist svela il segreto dell’incarnato zero difetto delle donne asiatiche.
L’orchidea giacinto, associata ad altre 6 piante preziose, uniforma l’incarnato e nutre la pelle in profondità. In questa Mask Perfezionatrice di colore, dalla texture spessa e cremosa, Herborist ha inserito anche della polvere di perla, che, ricchissima di aminoacidi essenziali, stimola il rinnovamento cellulare per una pelle splendente di salute.
La pelle è idratata, morbida e luminosa: la CC mask rappresenta il primo gesto della beauty routine.
Come si utilizza?
Applicare sul viso massaggiando e lasciare agire per 10 minuti. Sciacquare con acqua tiepida. Utilizzare ogni volta che lo si desidera.
Ingredienti: WATER, GLYCERIN, CI 77891, DIMETHICONE, PARAFFINUM LIQUIDUM, CETEARYL ALCOHOL, CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, PETROLATUM, GLYCERYL STEARATE, CETEARETH-20, HYDROGENATED DIMER DILINOLEYL/DIMETHYLCARBONATE COPOLYMER, CASTORYL MALEATE, CETYL DIMETHICONE, POLYACRILAMIDE, SODIUM POLYACRYLATE, PROPYLENE GLYCOL, C13-14 ISOPARAFFIN, SIMMONDSIA CHINENSIS (JOJOBA) SEED OIL, XANTHAN GUM, HYDROGENATED POLYDECENE, DIAZOLIDINYL UREA, COCOAMIDOPROPYL BETAINE, GLYCOSAMINOGLYCANS, FRAGRANCE, METHYLPARABEN, LAURETH-7, PEARL POWDER, POLYGONATUM MULTIFLORUM RHIZOME/ROOT EXTRACT, SODIUM CHLORIDE, BHT, PROPYLPARABEN, PPG-5-LAURETH-5, CITRIC ACID, TROMETHAMINE, PENTYLENE GLYCOL, BUTYLENE GLYCOL, AMPELOPSIS JAPONICA ROOT EXTRACT, PAEONIA LACTIFLORA ROOT EXTRACT, BLETILLA STRIATA ROOT EXTRACT, DICTAMNUS DESYCARPUS ROOT-BARK EXTRACT, TRIBULUS TERRESTRIS FRUIT EXTRACT, BHT, VITAMINE, ATRACTYLOIDES MACROCEPHALA ROOT EXTRACT, PORIA COCOS SCLEROTIUM EXTRACT, IODOPROPYNYL BUTYLCARBAMATE, HEXYL CINNAMAL, LIMONENE, LINALOOL
Prodotto cinese di cui ho parlato qui. Emulsione tradizionale con molto pigmento bianco come polvere insolubile (CI 77891 alias Biossido di titanio).
Visti i brevi tempi di applicazione e la rimozione con risciacquo consigliata, eventuali “attivi” servono più a far bella l’etichetta che la pelle.

Clinique

Moisture Surge Overnight Mask – Maschera nutriente e idratante da notte

Prezzo 36,0 € per 100ml corrispondenti a 360 €/litro

Fonte

Questa maschera notte dalla texture crema idrata (1) la pelle in profondità e contribuisce a ripristinare la sua barriera idratante protettiva.
Durante la notte lenisce la pelle secca, consentendole di produrre le riserve che le saranno necessarie il giorno successivo.
La pelle appare rimpolpata, soffice e luminosa fin dall’inizio della giornata.
Non grasso.
Per quale tipo di pelle?
Per le pelli secche e molto secche.
(1) Idratazione degli strati superficiali dell’epidermide.
Applicare tutte le sere e non appena se ne sente l’esigenza.
Come complemento della crema idratante quotidiana, applicare generosamente in modo uniforme su tutto il viso.
La maschera Moisture Surge Overnight agisce durante la notte. Non è necessario risciacquare. Il mattino successivo, rimuovere il prodotto in eccesso con un batuffolo di cotone.
Applicare massaggiando sulla pelle detersa, fino ad assorbimento completo del prodotto.
Ingredienti: WATER, GLYCERIN, CETYL ALCOHOL, DIMETHICONE, GLYCERYL POLYMETHACRYLATE, BUTYROSPERMUM PARKII (SHEA BUTTER), CETYL ETHYLHEXANOATE, PEG-8, GLYCERETH-28, SUCROSE, SORBITAN STEARATE, PEG-100 STEARATE, TREHALOSE, MANGIFERA INDICA (MANGO) SEED BUTTER, HYPNEA MUSCIFORMIS (ALGAE) EXTRACT, GELLIDIELA ACEROSA (ALGAE) EXTRACT, OLEA EUROPAEA (OLIVE) FRUIT EXTRACT, TRITICUM VULGARE (WHEAT BRAN) EXTRACT, CLADOSIPHON OKAMURANUS EXTRACT, ASTROCARYUM MURUMURU SEED BUTTER, CETEARYL ALCOHOL, ALOE BARBADENSIS LEAF WATER, PEG-75, CAFFEINE, PANTETHINE, SORBITOL, BUTYLENE GLYCOL, ORYZANOL, BISABOLOL, PANTHENOL, PHYTOSTEROLS, TOCOPHERYL ACETATE, CAPRYLYL GLYCOL, SODIUM HYALURONATE, HEXYLENE GLYCOL, CARBOMER, POTASSIUM HYDROXIDE, DEXTRIN, DISODIUM EDTA, PHENOXYETHANOL, RED 4, YELLOW 5
Crema gel da lasciare applicata tutta la notte. Elegante l’utilizzo del GLYCERYL POLYMETHACRYLATE come texturizzante con capacità emollienti abbinato a burri e silicone. Lunga la lista di “attivi” che ammesso che siano in concentrazioni adeguate per far qualcosa, almeno non vengono rimossi/risciacquati dopo pochi minuti. Parlano assurdamente di far “assorbire” completamente il prodotto, quando in realtà massaggiando evapora l’acqua ma non vengono assorbiti gli emollienti, poi di rimuovere al mattino il prodotto in eccesso … bha !

Tonymoly

Egg Pore Tightening Cooling Pack Maschera

Prezzo 14,90 € per 30g corrispondenti a 496,6 €/Kg

Fonte

Questa maschera da risciacquare dall’effetto rinfrescante e dalla texture “panna montata” restringe i pori dilatati. Formulata a base di estratti di uovo, aceto di vino, sale marino, acqua di ghiacciaio e argilla, questa maschera da risciacquare procura un effetto rinfrescante, che permette di minimizzare i pori dilatati.
Applicare un’adeguata quantità di prodotto sulle zone del viso dove i pori sono dilatati, quindi lasciare agire per 10-15 minuti. Quando la maschera è asciutta, sciacquare abbondantemente.
Usare 1-2 volte a settimana. Per un risultato ottimale, applicare dopo la maschera Egg Pore Blackhead Steam Balm.
Sospendere l’uso in caso di irritazione.
Ingredienti: WATER, KAOLIN, BUTYLENE GLYCOL, BENTONITE, TITANIUM DIOXIDE (CI 77891), ACRYLATES COPOLYMER, SODIUM HYALURONATE, ZEA MAYS (CORN) STARCH, VINEGAR, EGG SHELL POWDER, SEA SILT, GLACIER WATER, GLACIER WATER, PERFLUOROHEXANE, TROMETHAMINE, PEG-60 HYDROGENATED CASTOR OIL, CELLULOSE GUM, PERFLUORODECALIN, POTASSIUM ALGINATE, PENTAFLUOROPROPANE, DISODIUM EDTA, PHENOXYETHANOL, CHLORPHENESIN, CAPRYLYL GLYCOL, ETHYLHEXYLGLYCERIN, FRAGRANCE.
Fango con polveri insolubili ( KAOLIN, BENTONITE, TITANIUM DIOXIDE, EGG SHELL POWDER) stabilizzato da un sistema di gellanti ed emulsionanti (ACRYLATES COPOLYMER, PEG-60 HYDROGENATED CASTOR OIL, CELLULOSE GUM, POTASSIUM ALGINATE). Correttamente non viene vantata la presenza di attivi ed il PERFLUORODECALIN , un perfluoruro trasportatore di aria, presente nella lista ingredienti, visti i brevi tempi di applicazione e la rimozione con risciacquo, non si capisce a cosa possa servire. La vantata “texture panna montata” fa pensare ad una emulsione con aria inglobata, in genere chiamata “mousse”. Intrigante e coerente col design la scelta di utilizzare gusci di uova macinati ( mi piacerebbe vedere la linea di produzione !) come fonte di carbonato di calcio, anziché i soliti residui della lavorazione del marmo. Alla pelle che il carbonato di calcio arrivi da uova, una cava o dalla luna non fa differenza, ma al consumatore l’idea può piacere. Tutto da dimostrare che il leggero scrub prodotto da un fango produca effetti superiori di quelli prodotti dallo sfregare la pelle con un pannetto.

Shiseido

Ibuki Beauty Sleeping Mask

Prezzo 43,50 € per 80ml corrispondenti a 543,7 €/Kg

Fonte- Fonte

Poche ore di sonno mettono a dura prova la bellezza della pelle. Per combattere gli effetti della carenza di sonno, arriva la maschera gel da notte che al risveglio dona al viso un aspetto radioso e riposato. Facile da applicare, senza tempi di posa, è il segreto di Shiseido per regalare alla pelle 8 ore di sonno.
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Un sonno di bellezza racchiuso in un vasetto
Beauty Sleeping Mask è una maschera-gel da notte che simula gli effetti di 8 ore di sonno, aiutando la pelle stressata durante il giorno a rigenerarsi e a liberarsi di fatica, disidratazione e aspetto spento. Applicala prima di andare a letto e lascia che la sua magia agisca fino al mattino. Il risultato è una pelle radiosa, fresca e dall’aspetto riposato, come dopo 8 ore di sonno. Anche se tu non puoi dormire abbastanza, la tua pelle può!
Ingredienti: WATER, DIPROPYLENE GLYCOL, GLYCERIN, ALCOHOL, PENTAERYTHRITYL TETRAETHYLHEXANOATE, MALTITOL, DIMETHICONE, TREHALOSE, CANDELILLA WAX, PHENOXYETHANOL, PEG-240/HDI COPOLYMER BIS-DECYLTETRADECETH-20 ETHER, CARBOMER, BUTYLENE GLYCOL, FRAGRANCE, TALC, POTASSIUM HYDROXIDE, DEXTRIN PALMITATE, DISODIUM EDTA, ACRYLATES/C10-30 ALKYL ACRYLATE CROSSPOLYMER, SERINE, ASCORBYL TETRAISOPALMITATE, TOCOPHERYL ACETATE, BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL, LIMONENE, HEXYL CINNAMAL, LINALOOL, BENZYL BENZOATE, CALCIUM STEARATE, CITRONELLOL, GERANIOL, PEG-30 SOY STEROL, AESCULUS HIPPOCASTANUM (HORSE CHESTNUT) SEED EXTRACT, HYDROGENATED LECITHIN, IRON OXIDES (CI 77492), TRIISOSTEARIN, BHT, TRIMETHYLOLPROPANE TRIETHYLHEXANOATE, CITRIC ACID, PLANKTON EXTRACT, SODIUM PHOSPHATE, TRISODIUM EDTA, POLYSILICONE-2, TOCOPHEROL.
Crema gel da lasciare applicata tutta la notte. Elegante l’utilizzo del PEG-240/HDI COPOLYMER BIS-DECYLTETRADECETH-20 ETHER come texturizzante altamente tixotropico, che può creare un effetto “velluto”. La comunicazione parla di applicarla prima di andare a dormire e che “simula” 8 ore di sonno !!! sembra quasi sia consigliata solo a chi dorme meno di 8 ore. Presente qualche “attivo” che ammesso che sia in concentrazioni adeguate per far qualcosa, almeno non viene rimosso/risciacquato dopo pochi minuti.

Clarins

Maschera Multi Rigenerante

Prezzo 58,90 € per 75 ml corrispondenti a 785,3 €/Kg

Fonte- Fonte

La maschera antietà rilassante che contribuisce a levigare visibilmente i tratti, ad attenuare le rughe di tensione e a liberare il viso dai segni di stress e stanchezza. Ridona compattezza alla pelle.
Applicare generosamente sul viso. Lasciare in posa per 7-10 minuti.
Per un effetto ancora più rilassante, utilizzare il metodo di Digitopressione Clarins.
Ingredienti: WATER, GLYCERIN, CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, ALCOHOL, JOJOBA ESTERS, BUTYROSPERMUM PARKII (SHEA) BUTTER, PALMITOYL GLYCINE, PENTAERYTHRITYL TETRAISOSTEARATE, GLYCERYL STEARATE SE, PHENOXYETHANOL, ACRYLATES/C10-30 ALKYL ACRYLATE CROSSPOLYMER, FRAGRANCE, BUTYLENE GLYCOL, ETHYLHEXYLGLYCERIN, SODIUM POLYACRYLATE,TOCOPHERYL ACETATE, SODIUM HYDROXIDE,SODIUM HYALURONATE, ACACIA DECURRENS FLOWER WAX, HELIANTHUSANNUUS (SUNFLOWER) SEED WAX, MUSA SAPIENTUM (BANANA) FRUIT EXTRACT, THYMUS CITRIODORUS FLOWER/LEAF EXTRACT, MALPIGHIA EMARGINATA (ACEROLA) SEED EXTRACT, FURCELLARIA LUMBRICALIS EXTRACT, CI 17200/RED 33, POTASSIUM SORBATE, CI 42090/BLUE 1, SEA SALT.
Crema gel che non è chiaro se va rimossa dopo 7-10 minuti o se può essere lasciata in posa. La lista ingredienti ricorda una normalissima crema-gel che non avrebbe senso rimuovere dalla pelle. Se venisse rimossa è tutto da dimostrare che l’effetto idratante sia superiore a quello dell’applicazione di un pannetto bagnato sulla pelle per tempi analoghi.
Elegante l’utilizzo di esteri di jojoba (JOJOBA ESTERS) che danno corpo all’emollienza.

Collistar

Maschera preziosa viso/collo nero sublime
Illumina ripara effetto detox

Prezzo 36,90 € per 50 ml corrispondenti a 798 €/Kg

Fonte

Dalla Ricerca Collistar una preziosa maschera dalla sorprendente texture nera che agisce come un vero e proprio ‘attivatore di luminosità e giovinezza’.
Formula high tech e ingredienti preziosi per un’efficacia senza precedenti. Una maschera unica e inimitabile che si avvale di un‘ esclusiva formula supertecnologica realizzata con ingredienti preziosi dalla potente azione rigenerante, riparatrice e detossinante, uniti ad argilla nera e carbone di Bamboo dalle specifiche proprietà purificanti e assorbenti. Ricca e cremosa, agisce subito assicurando una doppia azione immediata.
1.Purifica e detossina l’epidermide liberando i pori da impurità e cellule morte che ostacolano l’ossigenazione e il fisiologico rinnovamento cutaneo.
2.Sublima lo splendore del viso con uno spettacolare effetto luce che risveglia la vitalità della pelle e conferisce radiosità e perfezione all’ incarnato.Rapida e straordinaria è l’azione di trattamento dei suoi principi attivi: estratto di Orchidea nera, protettivo e idratante, cellule staminali di Gardenia bianca, rigeneranti e ricompattanti, idrolizzato di Perla nera, illuminante e rivitalizzante, Carnosina, sostanza dall’ intensiva azione riparatrice, antiossidante e detossinante.Bastano 5-10 minuti di applicazione per un incomparabile effetto bellezza immediata che si traduce in
- pelle pura, trasparente e vellutata
- incarnato ultra-luminoso
- grana fine e omogenea
- viso levigato e come liftato
- rughe e segni di fatica minimizzati.Ideale come pronto intervento per una immediata ‘rimessa in forma’ del viso dopo una faticosa giornata o prima di un impegno impor tante, è raccomandata come trattamento continuativo, una o due volte alla settimana, per mantenerne nel tempo i benefici e sfruttare al massimo l’efficacia della sua preziosa formulazione.
All’ efficacia della formula si associa il piacere polisensoriale dell’ applicazione della maschera. Subito, conquista lo sguardo con il colore nero intenso e intrigante. Poi, seduce con la plasticità della texture ricca e cremosa che avvolge voluttuosamente viso e collo. Infine, infonde piacere e benessere con l’armonia di un delicato profumo che mixa lievi sentori floreali e avvolgenti note fruttate.Come si utilizza ?
Stendere uniformemente su viso e collo escludendo l’area perioculare. Massaggiare delicatamente per qualche istante e lasciare in posa per circa 5 minuti. Asportare con una velina e sciacquare con acqua tiepida.Per quale tipo di pelle ?
Adatta a tutte le età e per tutti i tipi di pelle.
Stendere uniformemente su viso e collo escludendo l’area perioculare. Massaggiare delicatamente per qualche istante e lasciare in posa per circa 5 minuti. Asportare con una velina e sciacquare con acqua tiepida.
Ingredienti: AQUA, KAOLIN, BENTONITE, GLYCERIN, OCTYLDODECANOL, BUTYLEN GLYCOL, CYCLOPENTASILOXANE, DIMETHICONE, GLYCERYL STEARATE CITRATE, CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, PEG-200 HYDROGENATED GLYCERYL PALMATE, CHARCOAL POWDER, CYCNOCHES COOPERI FLOWER/LEAF EXTRACT, GARDENIA FLORIDA LEAF EXTRACT, PEARL POWDER, CARNOSINE, PARFUM, POLYGLYCERIN-10, POLYGLYCERYL-10 MYRISTATE, POLYGLYCERYL-10 STEARATE, CETEARYL ALCOHOL, POLYACRYLAMIDE, DIMETHICONOL, ALUMINA, SILICA, XANTHAN GUM, PEG-7 GLYCERYL COCOATE, C13-14 ISOPARAFFIN, LAURETH-7, PENTYLENE GLYCOL, SODIUM DEHYDROACETATE, CITRIC ACID, DISODIUM EDTA, PHENOXYETHANOL, POTASSIUM SORBATE, CAPRYLYL GLYCOL, DECYLENE GLYCOL, LIMONENE, HYDROXYCITRONELLAL, BENZYL SALICYLATE, LINALOOL, CITRONELLOL, ALPHA–ISOMETHYL IONONE, GERANIOL, CI77499, CI 77491.
 
Emulsione olio in acqua con molte polveri insolubili (KAOLIN, BENTONITE, CHARCOAL POWDER, PEARL POWDER) più vari pigmenti. Da asportare e risciacquare dopo 5 minuti; estratti e attivi che vengono rimossi e gettati nel cestino o nello scarico del lavandino evidentemente alla pelle non fanno nulla.

Estée Lauder

Revitalizing Supreme Maschera Rivitalizzante Anti-Età ad azione Globale

Prezzo 70,90 € per 75 ml corrispondenti a 945,3 €/Kg

Fonte

Una maschera che combatte la stanchezza, calma le reazioni legate al freddo e allo stress e idrata la pelle.
Dotata di tutte le tecnologie “intelligenti” della nostra crema viso N°1 Revitalizing Supreme, questa nuova maschera multi-azione rivoluzionaria e ultra-idratante dona alla pelle una luminosità istantanea.I potenti agenti idratanti e nutrienti stimolano la pelle in profondità per un incarnato luminoso.Il complesso energizzante infonde energia alla pelle, la rende più resistente e dona sollievo alle pelli dal colorito spento e affaticato.La INTUIGEN™ Technology riattiva le funzioni anti-age della pelle.Il 100% delle donne ha immediatamente riscontrato una pelle più idratata e luminosa.A lungo termine, la pelle appare più compatta e più giovane. Le rughe si attenuano.
Applicare generosamente su viso e collo precedentemente puliti, evitando il contorno occhi.
Lasciare in posa per 5 minuti e rimuovere l’eccesso con una velina o un dischetto di cotone.
Utilizzare 3 volte a settimana.
Ingredienti: WATER\AQUA\EAU, BUTYROSPERMUM PARKII (SHEA BUTTER), GLYCERIN, HYDROXYETHYL ACRYLATE/SODIUM ACRYLOYLDIMETHYL TAURATE COPOLYMER, CAPRYLYL METHICONE, SQUALANE, BUTYLENE GLYCOL, GLYCERYL STEARATE, SUCROSE, MIMOSA TENUIFLORA BARK EXTRACT, CLADOSIPHON OKAMURANUS EXTRACT, CUCUMIS SATIVUS (CUCUMBER) FRUIT EXTRACT, MAGNOLIA OFFICINALIS BARK EXTRACT, SILYBUM MARIANUM (LADY’S THISTLE) EXTRACT, TRITICUM VULGARE (WHEAT) GERM EXTRACT, CHLORELLA VULGARIS EXTRACT, SIGESBECKIA ORIENTALIS (ST. PAUL’S WORT) EXTRACT, HORDEUM VULGARE (BARLEY) EXTRACT\EXTRAIT D’ORGE, HYDROLYZED RICE EXTRACT, WHEY PROTEIN\LACTIS PROTEIN\PROTEINE DU PETIT-LAIT, CAFFEINE, LIMONIUM VULGARE FLOWER/LEAF/STEM EXTRACT, PEG-100 STEARATE, ACETYL HEXAPEPTIDE-8, ERGOTHIONEINE, ARTEMIA EXTRACT, LAMINARIA DIGITATA EXTRACT, ACETYL GLUCOSAMINE, SODIUM HYALURONATE, TOCOPHERYL ACETATE, PROPYLENE GLYCOL DICAPRATE, TREHALOSE, PENTYLENE GLYCOL, ETHYLHEXYLGLYCERIN, HELIANTHUS ANNUUS (SUNFLOWER) SEEDCAKE, ALUMINA, POLYSORBATE 60, CETYL ALCOHOL, CAPRYLYL GLYCOL, DEXTRIN, TETRAHEXYLDECYL ASCORBATE, MALTODEXTRIN, CITRIC ACID, SILICA, FRAGRANCE (PARFUM), TETRASODIUM EDTA, BHT, PHENOXYETHANOL, MICA, RED 33 (CI 17200), YELLOW 5 (CI 19140), IRON OXIDES (CI 77491), TITANIUM DIOXIDE (CI 77891)
Crema gel con una lunga lista di attivi da lasciare in posa dopo aver rimosso l’eccesso. In sostanza se ne applica una quantità maggiore di quelle tipiche nelle creme skin-care lasciandola in posa solo pochi minuti per poi lasciare un residuo analogo a quello di una crema skin-care non-maschera.

Sisley

Masque Crème aux Résines Tropicales

Prezzo 95,00 € per 60 ml corrispondenti a 1583,3 €/Kg

Fonte


Masque Crème aux Résines Tropicales è una maschera purificante profonda, ideale per la pelle mista e grassa.
Grazie alle proprietà assorbenti, purificanti e astringenti delle argille e delle resine tropicali (Mirra, Incenso e Benzoino), risolve efficacemente i problemi legati alla pelle grassa come pori dilatati e impurità.
La pelle è pulita, l’effetto lucido è mitigato e la grana della pelle è affinata.
1 o 2 volte alla settimana, applicare uno strato abbondante di prodotto su pelle pulita e asciutta, evitando il contorno occhi. Lasciare in posa per 10 minuti e sciacquare abbondantemente con acqua tiepida. Masque Crème aux Resines Tropicales può essere applicata anche la notte in modo mirato per trattare le imperfezioni localizzate. In questo caso lasciare asciugare per 15 minuti prima di coricarsi e lasciare in posa tutta la notte.
Ingredienti: AQUA, KAOLIN, BENTONITE, CETEARETH-6, CETEARYL ALCOHOL, CETYL ALCOHOL, PROPYLENE GLYCOL, ISOPROPYL MYRISTATE, BOSWELLA CARTERII EXTRACT, STYRAX BENZOIN RESIN EXTRACT, PLANTAGO MAJOR LEAF EXTRACT, ARCTIUM LAPPA ROOT EXTRACT, COMMIPHORA MYRRHA EXTRACT, FRAGRANCE (PARFUM), PHENOXYETHANOL, METHYLPARABEN, TRIETHANOLAMINE, SORBIC ACID,TETRASODIUM EDTA.
Emulsione olio in acqua con molte polveri insolubili( KAOLIN, BENTONITE), che possono darle l’aspetto di un fango. Viene suggerita sia l’applicazione con rimozione e risciacquo dopo 10 minuti, sia di lasciarla in posa tutta la notte. Nel primo caso visti i brevi tempi di applicazione e la rimozione con risciacquo eventuali “attivi” servono più a far bella l’etichetta che la pelle. Nel secondo caso una formulazione ricca di polveri assorbenti non è chiaro quanto e cosa possa rilasciare alla pelle. Non è evidente poi come si riducano federe e lenzuola dopo una notte a contatto con un prodotto fangoso, per quanto asciutto.

DIOR

le Grand Masque

Prezzo 207,95 € per 50 ml corrispondenti a 4159 €/Kg

Fonte

Profondamente riossigenante, le Grand Masque Dior Prestige riattiva la respirazione della pelle*. Rigenerata, la pelle è fresca e risplende di vitalità. I contorni del viso sono rassodati e la pelle rimpolpata. Leggera e penetrante, la sua texture incredibilmente morbida veste letteralmente la pelle. Invita al massaggio ed offre un momento di sensorialità estrema durante l’applicazione.
* Test in vitro sugli ingredienti
Prelevare e applicare la maschera con l’aiuto della spatolina, dal centro del viso verso l’esterno.
1. Massaggio del viso: con i polpastrelli delle dita, massaggiare lentamente e profondamente effettuando movimenti circolari continui e ascendenti dal centro del viso verso l’esterno. Cominciare dal mento e risalire fino alla fronte. Questa tecnica di massaggio, che andrebbe ripetuta per tre volte, ottimizza l’assorbimento del prodotto e rimodella il viso grazie a una stimolazione profonda dei muscoli facciali.
2. Ossigenazione dei tessuti: effettuare un movimento a ventosa con il palmo delle mani sul viso e poi staccarle rapidamente. Alternare mento/fronte e guance dalle 3 alle 6 volte consecutivamente. Questo movimento ossigena la pelle e ne amplifica la sua luminosità.
3. Lasciare in posa la maschera 5 minuti per farla assorbire perfettamente.
DIOR Trattamento Anti-Età d’Eccezione
Ingredienti: AQUA (WATER), CAPRYLIC / CAPRIC TRIGLYCERIDE, GLYCERIN, JOJOBA ESTERS, PENTYLENE GLYCOL, ISOHEXADECANE, AMMONIUM ACRYLOYLDIMETHYLTAURATE / VP COPOLYMER, DICAPRYLYL CARBONATE, HELIANTHUS ANNUUS (SUNFLOWER) SEED OIL, GLYCERYL STEARATE, STEARETH-21, DIMETHICONE, KNIPHOFIA UVARIA (KNIPHOFIA UVARIA NECTAR), CENTELLA ASIATICA LEAF EXTRACT, ROSA CENTIFOLIA FLOWER WAX, ROSA DAMASCENA FLOWER WATER, BEHENYL ALCOHOL, PHENOXYETHANOL, CETEARETH-20, CERA ALBA (BEESWAX), DECYLOXAZOLIDINONE, MANGIFERA INDICA (MANGO) SEED BUTTER, ZEA MAYS (CORN) OIL, PARFUM (FRAGRANCE), CETEARETH-12, CETEARYL ALCOHOL, SODIUM CITRATE, SODIUM HYALURONATE, TOCOPHERYL ACETATE, DISODIUM EDTA, SILICA, TETRASODIUM EDTA, ADENOSINE, CITRIC ACID, CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE), BHT, SODIUM METABISULFITE, TROPAEOLUM MAJUS EXTRACT, SODIUM BENZOATE, POTASSIUM SORBATE, ETHYLHEXYLGLYCERIN, TOCOPHEROL.
Crema gel con qualche attivo o estratto botanico. Parlano assurdamente di far “assorbire” perfettamente il prodotto, lasciandolo in posa per 5 minuti, quando in realtà evapora l’acqua ma non vengono assorbiti gli emollienti o gli attivi, non certamente in tempi così brevi. Elegante l’utilizzo di esteri di jojoba (JOJOBA ESTERS) che danno corpo all’emollienza. Non viene specificato se il prodotto va rimosso e risciacquato. Non ci sono razionali a supporto dei claim relativi all’ossigenazione dei tessuti ed anche il massaggio a ventosa, c’è chi lo chiama “gomming” se fatto con cosmetici appiccicosi, non ha effetti sulla permeabilità ai gas dei tessuti, ma, come altre tecniche di massaggio, sulla circolazione sanguigna superficiale.

Guerlain

Masque Orchidée Impériale

Prezzo 319,95 € per 75ml corrispondenti a 4266 €/litro

Fonte-Fonte

Le Masque Guerlain Orchidée Impériale, uno straordinario bagno d’ energia.
Combinando l’eccellenza del savoir-faire Orchidée Impériale all’expertise sensoriale dell’Istituto Guerlain, Le Masque avvolge la pelle di una voluttuosità unica. Concentrato in un periodo breve ed intenso, tutto il potere della Tecnologia Gold Orchid si trasmette di cellula in cellula per infondere il pieno di energia e vitalità alla pelle*. Simultaneamente, un estratto di proteine della soia dalle proprietà altamente rassodanti contribuisce ad un effetto lifting immediato*, mentre un burro di mango offre un perfetto equilibrio tra nutrimento e idratazione.
*Test in vitro sugli ingredienti.
Prelevare la quantità ottimale di prodotto facendo scivolare il pennello sulla maschera. Applicare infine uno strato sottile dall’interno del viso verso l’esterno.
Per un momento di benessere unico, lasciar assorbire la maschera per 10 minuti su una pelle pulita, idealmente la notte 1 o 2 volte a settimana, oppure all’occorrenza per un effetto “espresso”
Ingredienti: AQUA (WATER), CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, GLYCERIN, JOJOBA ESTERS, PENTYLENE GLYCOL, AMMONIUM ACRYLOYLDIMETHYLTAURATE/VP COPOLYMER, DICAPRYLYL CARBONATE, ISOHEXADECANE, BUTYLENE GLYCOL, GLYCERYL STEARATE, BEHENYL ALCOHOL, STEARETH-21, DIMETHICONE, ORCHID EXTRACT, PHENOXYETHANOL, CETEARETH-20, SACCHARIDE ISOMERATE, CERA ALBA (BEESWAX), DECYLOXAZOLIDINONE, MANGIFERA INDICA (MANGO) SEED BUTTER, CETEARETH-12, CETEARYL ALCOHOL, SODIUM CITRATE, AVENA SATIVA (OAT) KERNEL EXTRACT, PARFUM (FRAGRANCE), SODIUM HYALURONATE, TOCOPHERYL ACETATE, DISODIUM EDTA, CYMBIDIUM GRANDIFLORUM FLOWER EXTRACT, SILICA, TETRASODIUM EDTA, BHT, HYDROLYZED SOY FLOUR, ADENOSINE, CITRIC ACID, CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE), BIOSACCHARIDE GUM-2, MICA, LINALOOL, RIBOSE, CITRONELLOL, CI 77491 (IRON OXIDES), GERANIOL, ALPHA-ISOMETHYL IONONE, LIMONENE, BERTHOLLETIA EXCELSA PERICARP EXTRACT, YELLOW 5, RED 4
Crema gel con qualche attivo o estratto botanico. Parlano di lasciar “assorbire” il prodotto per 10 minuti, senza specificare se va poi rimosso e risciacquato.
Ammesso che gli attivi siano presenti nelle concentrazioni adeguate e che abbiano il tempo per penetrare, nessun attivo cosmetico può produrre effetti anche solo simili al lifting chirurgico.
Elegante l’utilizzo di esteri di jojoba (JOJOBA ESTERS) che danno corpo all’emollienza
Rodolfo Baraldini